Cos’è il remarketing per un ristorante?

Qualcuno ha visitato il sito del tuo ristorante, ha guardato il menù, forse ha anche aperto la pagina delle prenotazioni — e poi è uscito senza completare nulla. Quella persona ha già mostrato un interesse concreto, molto più di un utente generico che non ti conosce. Il remarketing esiste per non perdere quel contatto: gli mostra un annuncio mirato nei giorni successivi, mentre naviga altri siti o scorre i social, ricordandogli che il tuo ristorante esiste ancora, proprio mentre l’interesse iniziale è ancora fresco.

Remarketing e retargeting: due strumenti diversi, spesso confusi

I due termini vengono usati come sinonimi, ma indicano strumenti leggermente diversi. Il remarketing in senso stretto lavora tramite email: se un cliente ha lasciato il proprio contatto (ad esempio prenotando in passato o iscrivendosi alla newsletter) ma non ha interagito di recente, un’email mirata lo riporta all’attenzione, un promemoria di un’offerta, un invito a un evento, una novità nel menù.

Il retargeting lavora invece tramite un piccolo codice installato sul sito, che permette di mostrare annunci pubblicitari a chi lo ha già visitato, mentre naviga su altre piattaforme (social, altri siti, Google). Non raccoglie dati sensibili come nome o email: osserva solo il comportamento di navigazione per mostrare annunci pertinenti a chi ha già dimostrato interesse.

Come funziona in pratica per un ristorante

Immagina qualcuno che visita il sito del tuo ristorante da telefono durante la pausa pranzo, guarda il menù, ma non prenota magari perché non ha ancora deciso con chi uscire quella sera. Con il retargeting attivo, nei giorni successivi quella persona può rivedere un annuncio del tuo locale mentre scorre Instagram o naviga su altri siti: un promemoria discreto, non invasivo se gestito con criterio, che riporta l’attenzione su una decisione che aveva solo rimandato.

Per attivarlo servono: un codice di tracciamento installato sul sito (fornito da Meta o Google, a seconda della piattaforma su cui vuoi mostrare gli annunci), un pubblico definito in base al comportamento (chi ha visitato la pagina menù, chi ha iniziato ma non completato una prenotazione), e un annuncio pensato specificamente per quel pubblico, diverso da quello mostrato a chi non conosce ancora il locale.

Quando ha senso usarlo per un ristorante, e quando no

Il remarketing e il retargeting rendono di più quando il volume di traffico verso il sito è già consistente: con poche decine di visite al mese, il pubblico disponibile per queste campagne è troppo ridotto per generare risultati significativi. Ha senso attivarlo dopo aver già lavorato su SEO locale e scheda Google Business Profile, quando il sito riceve un flusso di visitatori sufficiente da rendere utile “richiamare” chi non ha convertito alla prima visita.

Non è uno strumento per generare i primi visitatori: è uno strumento per non sprecare quelli che hai già attirato con altri mezzi.

Cosa considerare prima di attivare una campagna

Frequenza degli annunci. Mostrare lo stesso annuncio troppe volte alla stessa persona genera fastidio invece che interesse. La maggior parte delle piattaforme pubblicitarie permette di impostare un limite di frequenza: vale la pena usarlo.

Messaggio diverso da quello per il pubblico freddo. Chi ha già visitato il sito non ha bisogno di essere convinto che il tuo ristorante esiste: ha bisogno di un motivo per completare la decisione. Un’offerta specifica, un promemoria dell’evento che stava guardando, funzionano meglio di un annuncio generico identico a quello mostrato a chi non ti conosce.

Rispetto della privacy. L’uso di cookie e strumenti di tracciamento richiede un banner di consenso conforme alla normativa vigente sul sito: verificalo con chi gestisce la parte tecnica del tuo sito prima di attivare qualsiasi campagna.

Il collegamento con il resto del sistema

Il remarketing funziona come un recupero, non come un sostituto degli altri strumenti. Il vero lavoro di fondo, un sito che comunica bene, un’identità chiara, un motivo concreto per prenotare, resta quello discusso nella guida al sito web per ristoranti: senza quella base, anche il retargeting più ben fatto riporta le persone su un sito che non le convince comunque.

Domande frequenti

  • Il remarketing richiede un budget elevato per essere efficace?
    No, generalmente richiede budget più contenuti rispetto alla pubblicità verso pubblico freddo, proprio perché si rivolge a un pubblico già qualificato e più propenso a convertire.
  • Serve competenza tecnica per attivare una campagna di retargeting? L’installazione del codice di tracciamento richiede un intervento tecnico minimo (spesso gestibile anche con un plugin su WordPress), ma l’impostazione della campagna pubblicitaria vera e propria richiede attenzione strategica per essere efficace e non sprecare budget.
  • Quanto traffico serve al sito prima che il remarketing abbia senso? Non esiste una soglia fissa, ma indicativamente qualche centinaio di visite mensili è un buon punto di partenza per avere un pubblico sufficiente su cui costruire una campagna mirata.

Vuoi sapere esattamente dove il tuo ristorante sta perdendo soldi?

La diagnosi C.A.V.A. analizza clienti, attrattività, valore e azioni in meno di 48 ore.
Scopri cosa non sta funzionando e ricevi un piano d’azione di 90 giorni personalizzato.

Condividi questa guida, scegli tu dove!

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Ricevi consigli e strategie per il tuo ristorante, gratis!